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Il Commissario Montalbano e la Sicilia

Sono 22, con i quattro che sono stati mandati in onda nell'ultima stagione, gli episodi, seguitissimi, del Commissario Salvo Montalbano. Un successo inaspettato e una avventura cominciata il 6 maggio del 1999 quando Rai Due mandò in onda Il Ladro di Merendine primo episodio del commissario siciliano nato dalla fervida e instancabile penna di Andrea Camilleri, scrittore nativo di Porto Empedocle.

Il cognome del Commissario è un privato omaggio di Camilleri a Manuel Vasquez Montalbàn scrittore spagnolo, recentemente scomparso e autore di gialli, ambientati a Barcellona, che hanno come protagonista un altro singolare ispettore, buongustaio, integro, carico di buon senso e che, come Salvo Montalbano, non si fa quasi mai “persuaso” dell’apparenza delle cose.

La televisione, si sa, è un mezzo potentissimo e dimostra sempre più la capacità di lanciare non solo volti e talenti nuovi ma anche luoghi e territori cosa che sanno benissimo gli abitanti dei luoghi protagonisti della serie televisiva "Il Commissario Montalbano"; luoghi che sono diventati una delle mete turistiche più appetibili in Sicilia con tour confezionati ad hoc dal titolo “I Luoghi di Montalbano”. Bisogna però fare delle precisazione e distinguere il Commissario letterario da quello televisivo.

 

LA SICILIA DI MONTALBANO

Come sanno i fans del Montalbano letterario i luoghi in cui si svolgono le vicende, gli intrighi, i delitti hanno sì nomi di fantasia ma esistono realmente e si possono facilmente individuare. Vigàta è Porto Empedocle, la città natale di Andrea Camilleri, Montelusa è invece Agrigento città nella quale il piccolo Andrea Camilleri faceva le scuole e vi si recava dunque ogni mattina in corriera. La città di Sciacca si cela dietro il nome di fantasia di Fiacca mentre Fela è Gela. Ci sono poi Menfi che viene chiamata Merfi e Raffadali che è rinominata Raccadali.

Il passaggio dalla finzione letteraria alla fiction ha stravolto un po’ le cose e, a dire il vero, ha anche innestato delle campanilistiche polemiche. La figura del Commmisario Montalbano è stata sottoposta ad un processo di estetizzazione e di ringiovanimento. Montalbano è un uomo d’azione ed usa i suoi uomini più come accompagnatori delle sue gesta che come veri e propri aiutanti. Nel passaggio dalla pagina scritta allo schermo c’è una evidente diminuzione della attività cognitivo-contemplative di Montalbano. Per ragioni televisive Montalbano trascorre meno tempo a leggere, non si apparta per riflettere e perdono molto spazio i tempi dedicati alle meravigliose abbuffate a base di piatti tipici in primo luogo le sublimi melanzane alla parmigiana. L’elemento accessorio a cui viene data maggiore rilevanza rispetto ai romanzi, e per ragioni televisive, è la storia d’amore con Livia. Luca Zingaretti diventa l’icona del commissario siciliano, un primattore che trasforma il commissariato di Vigata in un vero e proprio palcoscenico con le porte sbattute, le irruzioni di Catarella, le battute degli attori comprimari e delle comparse che rimandano alla tradizione del teatro dialettale siciliano.

Duomo di San Giorgio Ragusa IblaPer quanto riguarda i luoghi, il passaggio alla fiction ha decretato l’imporsi sulla scena di paesaggi, abitazioni, scorci della provincia di Ragusa che è stata preferita alla provincia di Agrigento, una scelta che, tutt’oggi a quasi dieci anni della messa in onda del Commissario Montalbano, suscita polemiche e rivendicazioni da parte degli abitanti dell’agrigentino che hanno capito di essersi sicuramente persi qualcosa di importante dal punto di vista del ritorno turistico.

La scelta della provincia di Ragusa come sede della location non era scontata fin dall’inizio ma è stata fatta in seguito a numerosi sopralluoghi dopo aver escluso proprio Porto Empedocle per povertà scenografica, problema che ha riguardato tutta l’area dell’agrigentino. Siamo di fronte ad un caso di doppia identità dei luoghi sulla quale Camilleri afferma che lui la buona parola per svolgere gli episodi a Porto Empedocle ce l’aveva messa: “Però, se tecnicamente le bellezze paesaggistiche di questo luogo sono state sporcate da costruzioni, antenne parabole e quant’altro, che ci posso fare?”.

Le zone in cui si aggira Montalbano sono incantevoli e tutte da scoprire da parte di quelli che, venendo in Sicilia, non si sono mai spinti sotto Taormina o pensano di fare un itinerario della Sicilia classica imitando i grandi viaggiatori dell’Ottocento. E invece vale proprio la pena di scendere più in basso sotto Siracusa per addentrarsi nel territorio degli Iblei con le sue profonde vallate ricche di vegetazione e le distese degli altipiani definite dalle linee dei muretti a secco che sembrano condurre fino al mare, limpido, trasparente con spiagge di sabbia fine e dorata e scogliere a strapiombo sull’acqua. Luoghi che da qualche anno sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo degli italiani e anche di molti stranieri (i diritti sono stati venduti in germania, Francia, Svezia, America Latina, Belgio, Olanda, Spagna e recentemente acquistati dalla BBC), un’altra Sicilia è balzata agli onori della cronaca con i nomi letterari di Vigata e Montelusa che coincidono con l’area degli Iblei, scelta fin dagli anni ’50 e ’60 da alcuni registi (i fratelli Taviani, Zampa, Zurlini, Amelio) per ambientarvi i propri lavori e dove protagoniste sono le città di Ragusa, Scicli, Modica, Punta Secca, Comiso, Vittoria, Pozzallo, Capo Passero. Una Sicilia unica per le caratteristiche dei centri urbani, ricostruiti dopo il terremoto dell’11 gennaio del 1693 che scosse l’intero Val di Noto, unica per la vegetazione composta in prevalenza da carrubi e ulivi, unica per la sublime maglia dei muretti a secco, unica per il rapporto straordinario che si instaura tra l’uomo e la natura.

MARINELLA - PUNTA SECCA

Una giornata nei luoghi di Montalbano potrebbe iniziare con un bel bagno e una nuotata a Marinella dove Montalbano abita in una casa in riva al mare con una grande veranda sulla quale, spesso, cena con i propri ospiti. Marinella coincide nella realtà con Puntasecca, frazione di Santa Croce Camerina e la casa del Commissario Montalbano è proprio lì, in riva al mare, non solo, è stata trasformata in un B&B (B&B Montalbano … anche la troupe ha dovuto prenotare per le riprese!) per permettere agli appassionati di sentirsi un po’ come il commissario Montalbano o come la dolce Livia. Una cena in veranda al chiaro di luna, una passeggiata romantica in spiaggia o una delle classiche nuotate mattutine di Montalbano dopo la quale si può raggiungere il commissariato di Vigata a Scicli.

Commissario Montalbano - La Casa di Marinella

IL COMMISSARIATO - MUNICIPIO DI SCICLI

Il Commissariato di Vigata è il Municipio della città, un edificio dei primi del ‘900 in stile neorinascimentale. Teatro di molti dialoghi del Commissario Montalbano è stata Via Francesco Mormina Penna, tra le più belle vie del tardobarocco italiano, ricca di chiese e di palazzi, sintesi tra linguaggi alti e popolari e che ha ricevuto il riconoscimento, da parte dell’UNESCO, di Patrimonio dell’Umanità.

LA QUESTURA DI MONTELUSA - PIAZZA POLA A RAGUSA IBLA

La Questura di Montelusa è invece a Ragusa Ibla e precisamente in Piazza Pola mentre in Piazza Duomo, con la Chiesa di San Giorgio che svetta alle loro spalle Salvo Motalbano e i suoi assistenti prendono il caffè in assolate mattine estive.

MODICA E IL DUOMO DI SAN GIORGIO

Lo spazio scenografico barocco che fa da sfondo ad alcune scene di Tocco d’artista appartiene a Modica: è la chiesa di San Giorgio con scorci di Palazzo Polara e Palazo Tomasi Rosso Napolino.

Modica - Duomo di San Giorgio

LE VILLE E LE MASSERIE DEGLI IBLEI E IL CASTELLO DI DONNAFUGATA

Da padrone, in tutti gli episodi, la fanno le ville e le masserie degli Iblei vissute da possidenti agrari o da ricchi borghesi. Sono residenze sobrie che si aprono sulla campagna in un paesaggio alquanto brullo negli altipiani, perimetrate dai muri a secco. Sironi ha scelto per le ambientazioni del Commissario Montalbano le più belle tra quelle neoclassiche e neogotiche: Villa Denaro Papa, Villa Veninata e ovviamente Villa Donnafugata (Castello di Donnafugata) la più sontuosa residenza extraurbana degli Iblei. Una architettura eclettica che miscela il neogotico delle logge alle citazioni neoegizie delle sculture agli echi neoclassici della Coffe House immersa in un lussureggiante parco dove si svolge la corsa di cavalli in La Pista di Sabbia, penultimo episodio della nuova serie. In alcuni casi la scelta è andata a ville dal linguaggio architettonico più semplice come l’Eremo della Giubiliana (un convento del ‘500, oggi trasformato in albergo) e di Villa Criscione.

Castello di Donnafugata

L’area degli Iblei è stata scandagliata in lungo e in largo fino ad entrare all’interno della Grotta delle Trabacche (Il Cane di terracotta) testimonianza, assieme a moltissime altre cavità rupestri, dei primi insediamenti della Sicilia sud orientale; la regia ha ripreso a volo di uccello la colonia greca di Camarina e la costa iblea nel suo complesso sulla quale un luogo significativo, protagonista di molti episodi, è la Fornace del Pisciotto a Sampieri, ovvero quello che nella fiction è chiamata Mànnara. Si tratta di uno stabilimento in cui si producevano laterizi, incendiato e abbandonato, esempio mirabile di archeologia industriale, cattedrale laica in riva ad uno splendido mare.

Poco distante si trova anche Noto, simbolo del barocco del Val di Noto e Marzamemi, in provincia di Siracusa, borgo di pescatori disposto attorno ad una tonnara.

Insomma la Montalbano-mania dilaga e gli ultimi episodi trasmessi da Rai Uno hanno dato conferma del successo e del gradimento della fiction, oltre dieci milioni di telespettatori per la prima puntata della nuova serie dal titolo La Vampa d’Agosto, numeri confermati anche nei seguenti episodi, sembra quasi di essere tornati ai vecchi tempi quando esistevano soltanto le emittenti RAI nazionali e si raggiungevano simili indici d’ascolto … ma per forza di cose.

Se vi siete incuriositi o innamorati di questi luoghi della fantasia, veniteli a “taliari” “di persona personalmente!!!” (nella realtà) come direbbe il caro, l’esilarante, l’rresistibile Catarella.

Una curiosità: pare che gli abitanti di Porto Empedocle, rivendicando l’appartenenza del Commissario Montalbano alla loro città, abbiamo pensato di far realizzare uno statua del Commissario da collocare nella piazza del Paese. Andrea Camilleri è intervenuto sulla questione dicendo che preferirebbe che la statua di Montalbano sia realizzata basandosi sulle informazioni che lui da all’interno dei romanzi piuttosto che sul personaggio della trasposizione televisiva.

IL BED AND BREAKFAST DEL COMMISSARIO MONTALBANO
http://www.bed-and-breakfast.it/pagina.cfm?ID=628&IDregione=15